Editorial Corner: Historic Vs. Modern Cars?

Editorial_Vicentini (8)

A volte mi pongo delle domande alle quali non trovo facilmente risposta.

Una di queste riguarda la mia grande passione per le automobili, una passione forse fuori dal comune, di cui sono fiero, nel bene e nel male, e suona: “Perché le automobili moderne non mi interessano più?”. Addirittura se allargo la visione ad un quadro più ampio, mi rendo persino conto di non essere l’unico a pensarla così.

Sometimes I ask myself questions which I cannot answer easily.

One of them is about my great passion for cars, a probably not ordinary passion, which I’m proud of, for better or for worse, and it sounds like this:”Why I don’t care anymore about modern cars?”. If I look deeply inside of it, I even notice that I’m not the only one who thinks so.

Editorial_Argiolas

Eppure è strano, ai giorni nostri tutto scorre più veloce e la ricerca della “tecnologia” sta facendo passi da gigante. Desideriamo ogni giorno il telefono più aggiornato, il computer più potente e veloce, ci spostiamo solo con il sistema di navigazione satellitare dimenticando le vecchie cartine stradali e abbiamo più amici virtuali che reali (Facebook insegna…).

E le automobili? Abbiamo la stessa smania di cercare quella più moderna e tecnologica come facciamo con tutto il resto? Sarà davvero solo colpa di questa dannata crisi economica che ci porta ad una sempre più accurata riflessione sulle spese veramente necessarie, oppure c’è qualcosa di più dietro alla diffusa repulsione per l’acquisto dell’ultima primizia del mercato?

Eppure qualche anno fa compravo appositamente giornali e riviste tematiche, visitavo tutti i saloni dell’automobile alla mia portata e desideravo quel modello sempre fresco, nuovo ed innovativo, avanzato ed accessoriato. C’è stato un tempo, non troppo lontano, che l’Italia sembrava affollata di automobili nuove e scintillanti, nei bar si parlava di rottamazioni e degli accessori più avanzati dell’ultima e desiderata occupante del garage di casa.

E le auto “vecchie”, erano davvero solamente adatte per ottenere incentivi statali in concessionaria?

Yet it’s strange, nowdays everything flows more quick and the pursuit of “technology” is doing amazing steps forward. Everyday we aim for the latest phone, the most powerful and quick computer, we move only thanks to the navigation system forgetting the old road maps and we have more virtual than real friends (just look at Facebook…).

And what about cars? Do we have the same desire of looking for the more modern and technological one as we do with everything else? Is it really a fault of this crazy economical crisis that brings us to an always more accurate consideration on the really necessary expenses, or there is something more behind the diffuse repulsion of buying the latest gem of the market?

Yet some years ago I used to buy dedicated magazines on purpose, to visit all the car shows that I was able to afford and I was always wishing that always fresh model, new and technological, advanced and well equipped. There was a time, not long ago, when Italy seemed to be filled with brand new cars, in the pubs people were talking about scrappage and of the latest accessories of the new desired member that sits in the home garage.

And the “old” cars, were they really only suitable to obtain government incentives at the dealership?

Editorial_Carbone (5)

Oggi, nel bel mezzo dell’anno 2013, tutto questo non è più valido e non solo si è comunemente perso interesse all’acquisto dell’automobile nuova ma è in atto “la rivalsa dell’auto vecchia”, che noi definiremo tecnicamente STORICA (tutti i modelli con oltre 20 anni di età) o d’INTERESSE STORICO (per alcuni modelli d’interesse collezionistico tra i 10 ed i 20 anni).

Strano ma vero, ed io sono il primo che confessa un interesse costantemente in crescita per le “nonnette” a quattro ruote: contrariamente a quanto succedeva un tempo, oggi mi soffermo ad osservare un modello con qualche anno sulle spalle, parcheggiato per strada, snobbando invece la lustra autovettura appena immatricolata che passa con fierezza accanto a me.

Scrivo e contemporaneamente cerco di analizzarne le motivazioni.

Vanno bene sicurezza e tecnologia che aiutano e migliorano la vita dell’automobilista: certamente una vettura del 2013 sarà sicuramente più indicata per accompagnare i figli a scuola, condurre la mamma in dolce attesa a fare shopping al centro commerciale, aiutare i centri storici a contenere le emissioni di CO2 e spostare per tutta la settimana il rappresentante nelle caotiche ed affollate tangenziali ed autostrade, ma… siamo sicuri che “il piacere di guidare” sia davvero quello di un tempo?

Tutta questa elettronica integrata, la sicurezza attiva (ABS, ESP, TCS, ASR, EBD, ecc…) ed i costosi (e pesanti) optional moderni, aiutano davvero ad amare ed apprezzare maggiormente un’automobile?

Le carrozzerie e il design odierno esprimono davvero emozioni, passione e desiderio? Siamo contenti di maneggiare una rotella nella consolle centrale per connettersi a Google, interfacciarsi con le sospensioni o cercare un cambio automatico dalla programmazione personalizzata?

Ma se volessi guidare E BASTA per godere di un atto fine solo a se stesso?

Today, in the middle of 2013, all this does not apply anymore and it’s not just that a lot of people lost their interest in buying a new car but it’s ongoing a “old car revolution”, that we will technically calls HISTORIC (all the models with more than 20 years) or with HISTORICAL INTEREST (for some collectable models with 10 to 20 years).

Strange but true, and I’m the first one to admit an always growing interest for the “oldies” on wheels: unlike some time ago, today I stop myself to watch an aged model, parked in the street, without caring about the brand new car that passes proudly next to me.

I write and at the same time I try to analyze the reasons.

Safety and technologies that make a better life for the driver are fine: for sure a 2013 car will be more indicated to take the childrens to school, to take the pregnant mummy at the shopping mall for some shopping, to help the centers of the cities to keep low the CO2 emissions and to transport for all the week the salesman around in the chaotic and crowded highways, but… are we really sure that “the pleasure of driving” is still the same compared to some decades ago?

All this integrated electronic stuff, the active security (ABS, ESP, TCS, ASR, EBD, etc…) and the expensive (and heavy) modern accessories, really help to love and appreciate more a car?

Do the modern bodies and design really express emotions, passion and desire? Are we happy to handle a wheel in the center dashboard to connect ourself to Google, interfacing with suspensions or looking for an automatic transmission with customized programming?

What about if I JUST wanted to drive to enjoy an act for its own sake of doing it?

Editorial_Vicentini (5)

Difficile succeda al volante di una vettura moderna, a parte qualche rara eccezione e (poche) supercar studiate appositamente per quello ma dalla praticamente impossibile accessibilità economica. Forse sarò il solito scontato nostalgico ma la maggior parte delle automobili con oltre 20/30 anni di età mi sembrano meno filtrate, più vere, sincere ed appaganti. Il disegno delle carrozzerie ha sicuramente più carattere e personalità, forse i progettisti stessi avevano meno vincoli cui attenersi (costi ridotti di assemblaggio, consumi, tecnologie informatiche obbligate, ecc) e così riuscivano a trasmettere una certa originalità costruttiva con maggior facilità rispetto ad oggi.

Domandatevi se gli orpelli cromati delle vetture moderne suscitano in voi lo stesso piacere che l’osservare un vecchio paraurti in lamiera, oppure confrontate la orribile linea di cintura alta tanto in voga oggi (presente su qualunque Station Wagon, berlina, utilitaria, SUV o Crossover) con una semplice ma pulita e sinuosa carrozzeria di qualsiasi auto storica in circolazione. Un abisso!

It’s quite hard that this will happen driving a modern car, a part from some rare exception and (just a few) supercars developed for that precise purpose but with an almost impossible affordable price. Maybe I will be the usual nostalgic but most of the cars with more than 20/30 years seem less filtered, more real, honest and rewarding. The design of the body has for sure more character and personality, maybe the designers had less restrictions to care about (reduced assembly costs, fuel consumption, mandatory computer technologies ,etc) so they were able to communicate some sort of constructive originality with a lot less efforts compared to nowdays.

Ask yourself if the chromed tinsels on the modern cars provoke the same pleasure inside you as to watch an old metal bumper, or compare the horrible high side line that is so stylish nowdays (visible on every estate or saloon car, hatchback, SUV or Crossover ) with a simple but clean and sinuous body of any historic car you can find around. There’s a huge difference!

Editorial_Carbone (4)

Senza scomodare oggetti di culto dall’indiscutibile bellezza come Lamborghini Miura, Jaguar E-type, Ferrari GTO, Daytona e F40, Lancia Aurelia B24 Spider, Aston Martin DB4 ed altre opere d’arte a quattro ruote, basterebbe fermarsi ad analizzare un paio di  nomi “nostrani” non associati solo a supercar bensì a possibili e borghesi automobili: Alfa Romeo e Lancia.

Ebbene si: se confrontiamo la produzione attuale di queste due case (MiTo, Giulietta, Ypsilon, Delta, Thema) ad una loro qualsiasi generazione del passato, se pur considerate auto valide e gradevoli le moderne ne vengono fuori in maniera impietosa! Rileggetevi l’articolo del 20 Marzo 2013 sui 50 anni dell’Autodelta e rispondetevi da soli: il fascino senza tempo di una qualsiasi “vera Alfa” presente in quelle foto ammutolisce definitivamente ogni paragone, certo a sfavore delle parenti più giovani. Una Appia, Aurelia, Flaminia, Flavia, Fulvia, Stratos e la mitica Delta Integrale sono considerate dei veri capolavori a quattro ruote.

Senza dimenticare l’aspetto prestazionale: mentre Alfa Romeo e Lancia vincevano sulle piste e nei rally appassionando migliaia di persone, le sorelle stradali vantavano lo stretto legame corsaiolo ostentando prestazioni ai vertici della propria categoria.

Without resorting cult objects with an unquestionable beauty like the Lamborghini Miura, the Jaguar E-type, the Ferrari GTO, the Daytona and the F40, the Lancia Aurelia B24 Spider, the Aston Martin DB4 and many other work of art on wheels, it would be enough to stop and analyze a couple of our “national” names not only associated to the supercars but to affordable and respectable cars: Alfa Romeo and Lancia.

Well yes: if we compare the actual production line of these two brands (MiTo, Giulietta, Ypsilon, Delta, Thema) to any of their past generations, even if considered good and pleasant cars the modern ones have no chance against the old glories! Go read again the article of the 20th of March 2013 about the 50th anniversary of the Autodelta and give yourself an answer: the timeless charm of every “true Alfa” visible in those images closes definitely any comparison, of course against the young sisters. An Appia, Aurelia, Flaminia, Flavia, Fulvia, Stratos and the mighty Delta Integrale are considered real masterpieces on wheels.

Without forgetting the performance side of the matter: while Alfa Romeo and Lancia were winning on the race tracks and in rallies entertaining thousands of people, the street legal “sisters” were influenced by the close racing connection showing performances at the top of their range.

Editorial_Argiolas (6)

Insomma, ritornando ad un contesto più generale, credo di poter affermare senza timore che le automobili moderne hanno sì raggiunto e garantito sicurezza e comodità, mentre ci spostano dal punto A al punto B, hanno sì sviluppato potenze notevoli abbinate a consumi contenuti svolgendo bene il proprio ruolo di “elettrodomestici a quattro ruote”. Come dico sempre però – e non mi stancherò mai di farlo – “guidare è una prerogativa a loro sconosciuta” ed il vero appassionato si trova un bel po’ disorientato di fronte a queste circostanze, che sia un’amante della guida sportiva o semplicemente un purista della linea ed un cultore del bello.

Oggi sfoggiare un’automobile moderna è come acquistare un qualunque oggetto figlio del consumismo e nulla più. Forse per gente come me la definizione di automobile è tutt’altra cosa se associata all’attuale produzione… ma su un punto penso siamo tutti d’accordo: le AUTO STORICHE danno una visione ben più ampia rispetto al moderno ”elettrodomestico” utile, comodo e sicuro…

…volete chiamarle “auto vecchie?” Fatelo pure: noi che in un’auto rivediamo le storia, che non rinunciamo ad una guida appassionata e coinvolgente, non ci offendiamo affatto!

In short, going back to a more general background, I think that I can affirm with no fear that modern cars have for sure reached and ensured security and comfort, while we move from point A to point B, they’ve for sure developed good amount of power coupled with low fuel consumption doing properly their job of “electrical appliance on wheels”. But as I always say – and I will never be tired of repeating it – “driving is an unknown prerogative to them” and the real enthusiast found himself a bit confused in front of these circumstances, whether he is a purist driver or an enthusiast of the beauty.

Today showing off a modern car is like buying any object that comes out from the consumerism and nothing more. Maybe for people like me the definition of car is something else if compared to the modern production… but I think that we all agree on something: the HISTORIC CARS used to give a wider vision compared to the modern useful, comfortable and safe “electrical appliance”…

… you wanna call them “old cars”? Do it: people like us, able to see the history in a car, that don’t renounce to an enthralling and passionate driving style, we won’t feel offended at all!

Text by Giulio Caneschi

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