Piloti eroi? Esclusiva del passato…

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Uno dei punti su cui insisto maggiormente durante i corsi di guida sportiva in pista è la corretta posizione del pilota, essenziale base di partenza per controllare a dovere l’automobile, “sentendola” e comunicando di conseguenza in uno stretto legame uomo-macchina. Non meno importante l’argomento sicurezza: praticare anche semplici trackday amatoriali senza un adeguato abbigliamento di corredo è prima di tutto cosa insensata, da persone incoscienti e irresponsabili! Sono spesso presente alle normali giornate di OPL (open pit lane), o di turni in pista per auto stradali, e quando vedo i presunti “pilotini” della domenica sfoggiare le loro costosissime supercar presentandosi al semaforo della corsia box vestiti con mocassini, calzoni corti griffati e magliettine dai colori simpatici e modaioli, penso sempre a quali potrebbero essere stati i motivi per non spendere poche centinaia di euro in una tuta ignifuga ed un paio di serie scarpette da guida. Motivi economici, no di certo! Stupidità? Ignoranza? Incoscienza? Non sta certamente a me scoprirlo, ma vorrei ribadire che correre in pista, per gioco o per passione, è sempre cosa pericolosa e da NON sottovalutare. Ricordiamoci che gli eroi non esistono più!

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Oggi siamo nell’era delle automobili stradali connesse ad internet e controllate dai satelliti, il design è sviluppato e verificato tramite moderni e raffinati software per superare i test Euro NCAP sulla sicurezza di conducenti, passeggeri e pedoni; ed infiniti marchingegni elettronici lavorano per renderci la vita al volante più sicura in tutte le condizioni possibili.

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Restando coerenti con noi stessi, quando vogliamo cimentarci a giocare tra i cordoli delle piste non possiamo NON completare la dotazione di sicurezza della nostra vettura sportiva: casco, guanti, scarpe e tuta diventano così indispensabili!

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Certamente tornando con la mente indietro nel tempo, ci dovremmo chiedere se avessimo avuto gli attributi per guidare una qualsiasi auto da corsa del passato, nella quale posizione di guida e dotazioni di sicurezza erano davvero voci sconosciute. E ancor più stupefacente è pensare alla tenuta di strada “impossibile” e all’aderenza (…aderenza?!?) degli pneumatici di un tempo, se paragonati agli standard attuali. Una vettura da formula 1 degli anni ’50, tanto per fare un esempio, girava al Nurburgring in poco meno di dieci minuti (!!!) nonostante le altissime velocità che potevano raggiungere nei rettilinei – le Alfa Romeo 158 e 159 agli inizi degli anni cinquanta superavano già i 300 km/h – mentre oggi con una qualsiasi utilitaria sportiva da circa 100cv, equipaggiata con assetto e gomme semislick, si staccano tempi anche migliori!

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E’ allora scorrendo nel tempo che riusciamo a comprendere l’enorme passo avanti fatto dall’uomo al volante dell’automobile da corsa: pensare che personaggi come Tazio Nuvolari, che utilizzava sin dagli anni ’30 la tecnica della “sbandata controllata” o come Nino Farina, che aveva il vezzo di correre con un sigaro cubano fra le labbra, conducevano al limite improbabili gusci di latta su quattro ruote, dalle dimensioni di un carro da bestiame, ci fa rabbrividire…

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Quando assisto ai numerosi eventi durante i quali coraggiosi collezionisti sfoggiano le loro sportive d’annata (Oldtimer Grand Prix del Nurburgring, 1000 Miglia, Vernasca Silver Flag, ecc…) resto sempre attonito nell’osservare quei meravigliosi giocattoli così spaventosamente pericolosi. Fantastici ed affascinanti. Automobili che solo eroi d’altri tempi potevano condurre al limite…

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I tempi fortunatamente sono cambiati, le auto di ieri sono imparagonabili a quelle di oggi, perciò lasciamo fare gli eroi a chi “eroe” lo è stato veramente! Aggiustiamoci il sedile alla corretta distanza dal volante, allacciamoci le cinture a quattro punti dopo aver accuratamente sistemato il sottocasco al proprio posto, tiriamo sù la cerniera della tuta ignifuga, alziamo la visiera del casco ed entriamo nella pit-line, aspettando il verde per giocare tra i cordoli della pista: dimentichiamoci i mocassini griffati e le camicie bianche da aperitivo…, gli eroi oggi non servono più!

Testo di Giulio Caneschi

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