2013 – Our Year Trackside

2013_Review

Il 2013 è stato un anno intenso, ma soprattutto è stato un anno caratterizzato dall’alternarsi di emozioni in forte contrapposizione tra loro. Fare il fotografo in un settore come il motorsport non è per niente facile. Farlo in Italia, è ancora più difficile che in tanti altri Paesi d’Europa e del mondo. Pur essendo “la terra dei motori”, il nostro Bel Paese è sovrastato da un alone di inconsapevolezza e di poca passione per quello che è uno degli sport più duri ed emozionanti al mondo. Qui da noi si preferisce parlare di calcio e le poche volte che i media si interessano di motorsport è per parlare di Ferrari, Valentino Rossi e poco altro.
Quando abbiamo deciso di aprire Hirundo, lo abbiamo fatto con l’intento di parlare di tutta quella realtà che la maggior parte dei media non trattano, di quella sfrenata passione per i motori che ha contraddistinto noi Italiani per quasi un secolo. Ogni anno ci prendiamo l’impegno professionale di seguire e presentarvi il maggior numero di eventi possibile, di ogni categoria, dai rally alle cronoscalate, dai campionati GT alle manifestazioni di auto classiche. Ora vi presentiamo quelli che sono stati per noi i momenti più significativi della stagione di corse da poco conclusa. E’ difficile scegliere appena sei scatti a testa ma abbiamo cercato di concentrare le nostre emozioni in poche righe e in quegli attimi che più ci hanno colpito.

2013 has been an intense year, but mostly it was a year marked by the alternation of strong emotions in opposition to each other. To be a motorsport photographer is not easy at all. Doing it in Italy, is even more difficult that in any other Country of Europe and of the world. Despite being “the land of motors”, our Beautiful Country is dominated by a halo of unconsciousness and little passion for one of the most beautiful and emotional sports in the world. Here the people prefer to talk about football and the few times that motorsports are mentioned is to talk about Ferrari, Valentino Rossi and not much else. When we first started Hirundo, we did it with the purpose of talking of all the events that the media usually don’t care about, of that unrestrained passion for the engines that has distinguished us Italians for almost a century. Every year we take the professional commitment to follow and show you the largest possible number of events, of every category, from rallies to hillclimb races, from the GT Championships to the classic cars events. Now we are going to introduce you those which have been for us the most significant moments of the racing season that just ended. It’s difficult to choose just 6 images each, but we tried to concentrate our emotions in a few lines and with those snapshots that impressed us the most.

2013_Review_Argiolas

2013 Review – Text & images by Enrico Argiolas

ARGIOLAS 2013 01

È difficile riassumere un anno di corse, composto da migliaia di immagini, in sole sei fotografie. Il rischio è di dimenticare qualcosa e di esser costretti a tagliare fuori tante foto meritevoli. Ma se si scelgono gli scatti sulla base delle emozioni che ci ricordano, allora non si sbaglia. Ed è per questo che inizio il mio “2013 through my lens” con la Osella FA 30 di Diego De Gasperi che corre lungo i tornanti della Iglesias / Sant’Angelo, prima tappa del campionato italiano velocità montagna. Come scrissi a Maggio, l’improvviso abbraccio dell’urlo del motore, il violento spostamento d’aria e la velocità da mandare in tilt gli occhi sono tutte emozioni difficili da descrivere e che probabilmente mi accompagneranno per sempre. A distanza di otto mesi sento ancora un brivido attraversare il mio corpo.

It’s difficult to recap a year of races, composed by thousand of images, in just six photos. The risk is to forget something and to be forced to leave out many deserving pictures. But if you choose them based on the emotions that they bring out, then you can’t be wrong. And this is why I start my “2013 through my lens” with the Osella FA 30 of Diego De Gasperi that runs through the hairpins of the Iglesias / Sant’Angelo, first race of the Italian Hillclimb Championship. As I wrote back in May, the sudden scream of the engine, the violent movement of the air and the speed that literally confuses the eyes are all difficult to explain emotions and that probably will remain with me forever. After eight months I can still feel a shiver going down my spine.

ARGIOLAS 2013 02

La ricerca di una prospettiva diversa è ciò che mi ha portato a realizzare quello che è uno dei miei scatti preferiti di tutto il 2013: Simone Faggioli che corre verso la vittoria, preceduto solamente dal prepotente suono dell’otto cilindri Zytek della sua Osella. Purtroppo non sempre si riesce a realizzare le immagini che si hanno in mente, perché la luce può non essere quella giusta, oppure il pilota può non eseguire il passaggio sperato, oppure entrambe le cose insieme. Perciò vedere questa foto nel display della mia Nikon mi ha di colpo ripagato di tre giorni fatti di fatica, lunghe camminate e interminabili attese.

The research of a different angle is what took me to realize what I feel to be one of my favorite shots of the whole 2013 season: Simone Faggioli that races to victory, preceded only by the loud scream of the 8 cylinders Zytek engine of his Osella. Unfortunately is not always possible to realize the images that you have in mind, because the light can be wrong, or the driver doesn’t make the hoped line, or both things together. So looking at this image in the display of my Nikon suddenly paid back three days made of efforts, long walks and endless waiting.

ARGIOLAS 2013 04

Una settimana dopo la Iglesias / Sant’Angelo eccomi in viaggio verso quella che per me è stata la destinazione più attesa dell’anno: la 24h del Nürburgring. Non importa quante competizioni abbiate visto e fotografato nel corso degli anni, quella che si svolge sul leggendario Nordschleife non somiglia a nessun’altra. Quasi 200 auto che si danno battaglia tra le incredibili pendenze del tracciato, giorno e notte, forniscono uno spettacolo fantastico che non sempre è interamente registrabile attraverso il sensore di una macchina fotografica. La 911 GT3 R del team Falken Motorsport, baciata dalla calda luce del pomeriggio, è stata una bellissima, quasi romantica apparizione che ha anticipato di poco l’arrivo di un diluvio durato quasi fino all’alba.

One week after the Iglesias / Sant’Angelo here I am travelling to what for me has been the most desired destination of the year: the Nürburgring 24h. It doesn’t matter how many races you’ve seen and shoot during the years, the one that takes place on the legendary Nordschleife isn’t like any other. Almost 200 cars battling between incredible elevation changes, day and night, provide a show that is not entirely recordable through the sensor of a camera. The 911 GT3 R of the Falken Motorsport team, kissed by the warm light of the afternoon, has been a wonderful, almost romantic appearance that preceded a rain storm that lasted almost till the sunrise.

ARGIOLAS 2013 05

Quando mi capita di parlare con qualcuno che non ha mai fotografato una 24h, mi accorgo che spesso si pensa che una gara tanto lunga consenta ai media dei ritmi di lavoro quasi rilassati, niente di più sbagliato. Per quanto vi muoviate veloci lungo il tracciato, per quanto vi sforziate di non trascurare dei punti interessanti, sicuramente sarete in procinto di perdervi qualcosa. Perciò l’imperativo è sempre e solo uno: correre, per 24 ore, anche sotto la pioggia. La foto della Audi R8 circondata da tanti indaffaratissimi meccanici, sebbene non sia perfetta, è forse il miglior esempio di quanto appena detto. Ovunque vi giriate, c’è sempre una azione frenetica da immortalare. Ma credetemi, quando ripenserete a quelle ore faticose, le rimpiangerete tutte.

When I happen to talk to someone that never photographed a 24h race, I realize that often people think that a race that lasts so long allows to the media some almost relaxed working rhythms, nothing more wrong. As far you move fast along the track, as far you try not to ignore some interesting points, you’re probably going to miss something. So the imperative is just one: run, for 24 hours, even under the rain. The image of the R8 surrounded by the busy mechanics, despite not being perfect, is probably the best example of what I’ve just said. Wherever you turn your head, there is always a frantic action to immortalize. But trust me, when you look back and think about those tiring hours, you will regret them all.

ARGIOLAS 2013 06

La prima parola che mi viene in mente ogni volta che guardo questa foto è carnage. L’Aston porta le cicatrici che le difficili condizioni durante le quali si è svolta la corsa le hanno inflitto. Pioggia e nebbia hanno portato varie auto fuori pista e obbligato i responsabili a sospendere temporaneamente la corsa, ma a distanza di qualche ora ecco i piloti nuovamente in pista, a combattere contro il cronometro e contro le insidie del difficile clima dell’Eifel. Never give up!

The first word that comes to my mind every time I look at this picture is carnage. The Aston has the scars that the ridiculous weather conditions in which the race took place has inflicted on it. Rain and fog have brought several cars off the track and obliged the race direction to temporarily suspend the race, but after a few hours the drivers were already back on the track, fighting against the clock and against the dangers of the difficult weather of the Eifel. Never give up!

ARGIOLAS 2013 07

Ogni fotografo di motorsport solitamente parte per una corsa con in mente delle fotografie da realizzare, magari in una specifica curva e con uno spettacolare passaggio. Ricordo bene le ore passate al telefono con il nostro Riccardo, durante le quali non facevo che ripetergli quanto desiderassi fotografare uno specifico punto del Nordschleife. Come già detto, non sempre si riesce ad afferrare lo scatto cercato, ma a volte sì. Una delle mie curve preferite, la macchina vincente, la colonna di auto che si danno battaglia, le scintille e i fari che puntano dritti dentro il mio teleobiettivo. Non avrei potuto chiedere di più.

Every motorsport photographer usually goes to a race with some images to realize in his mind, maybe in a specific bend and with a spectacular passage. I still remember very well the hours spent on the phone with our Riccardo, during which I was always repeating myself telling him how much I desired to shoot a specific part of the Nordschleife. As already said before, it’s not always possible to snap the desired shot, but sometimes yes. One of my favorite bends, the winning car, the column of cars fighting each other, the sparks and the headlights pointing straight into my lens. I could not have asked for more.

2013_Review_Vicentini

2013 Review – Text & images by Cesare V. Vicentini

Alfa Romeo TZ2

Il 2013 è stato un anno strano per il motorsport purtroppo caratterizzato dal calo di presenze a numerosi eventi sul suolo italiano. Fortunatamente invece alcuni eventi messi in calendario si sono invece rivelati delle gradevoli conferme come ad esempio il Vernasca Silver Flag, a mio avviso un appuntamento annuale a cui non si può mancare. Già le colline del piacentino sono una location veramente splendida ma quando, tra molte altre perle rare, vedi questa Alfa Romeo TZ2 del 1966 percorrere il sinuoso percorso con la sua linea e la sua bellezza superiori a qualsiasi commento già capisci che sarà un’ottima giornata!

2013 has been a strange year for motorsports, unfortunately characterized by the loss of spectators at the various events here in Italy. Luckily though, some of those races have been some pleasing confirmations, like for example the Vernasca Silver Flag, in my opinion a not-to-be-missed event. The hills around Piacenza are already a beautiful location but when, among all the rare cars, you see this 1966 Alfa Romeo TZ2 going through the bendy course with its beautiful line and shape superior to every comment, you already understand that it will be a great day!

DSC_3324_H

Degna di nota, e di natura prettamente pistaiola, anche questa BMW 320 che durante lo scorso evento del Porsche Club Nurburgring presso l’Autodromo di Monza ha pettinato le curve con un’eleganza e un assetto strepitosi (come si può ben vedere considerando che sta uscendo in apertura dalla variante della Roggia). Dire che mi ha colpito con la sua linea aggressiva e i fari fiochi mentre percorre la variante come se fosse su dei binari non rende proprio l’idea…

Noteworthy, and race ready, even this BMW 320 that during the last event of the Porsche Club Nurburgring at the Autodromo di Monza has slide through the corners with elegance and with a great setup (as you can see considering that is coming out from the variante della Roggia). To say that its aggressive line and the dim headlights, while cornering like if it was on rails, are what impressed me the most it just does not give the right idea…

DSC_8620_H

A dover scegliere uno scatto di un dettaglio ci potrei passare una vita anche perchè le auto classiche hanno la peculiarità di essere costellate di dettagli unici e splendidi. Quello scelto nell’indecisione magari non è il più significativo o raro ma la luce che illumina la radio e l’orologio di questa Porsche 356 Super 90 conservata maniacalmente trovo che lo renda quasi romantico.

I could spend a whole life to choose the shot of a detail, even because classic cars have the peculiarity to be filled by gorgeous and unique details. This one chosen in indecision might not be the most significant or rare, but I think the light that illuminates the radio and the clock of this Porsche 356 Super 90 maniacally preserved makes it almost romantic.

DSC_5173_H

L’evento conclusivo dell’anno in circuito è il sempre suggestivo ed emozionante Monza Rally Show durante il quale è possibile veder sfrecciare i più disparati bolidi (storici e non) anche sulla storica sopraelevata dell’autodromo e si può assistere alla competizione in un contesto bucolico, dove la natura lambisce e in certi casi invade il tracciato. Il percepire l’imminente arrivo di un mostro sacro dell’automobilismo tramite la vibrazione della sopraelevata e il vederlo comparire e svanire in un battito di ciglia è una cosa difficile da spiegare ma sicuramente consigliabile. E’ una cosa unica!

The final on-track event of the year is the always suggestive and emotional Monza Rally Show, during which is possible to see the cars (both modern and historic) blasting also on the old banking of the autodromo and is possible to witness to the competition surrounded by nature, where trees and bushes almost invade the track. To feel the imminent arrive of a true motorsport icon through the vibration of the banking and look at it coming and disappearing in a moment is something difficult to explain but is for sure recommended to see. It’s just unique!

MERCEDES-BENZ 300 SL W 198 (1954)_Koziol Tadeusz_Kolodziej Joanna(2)

Quest’anno passato mi ha anche visto seguire la storica e intramontabile 1000Miglia dove un numero esorbitante di pezzi di storia dell’automobilismo come da tradizione ha invaso le strade italiane a partire dal centro storico di Brescia dal quale questa splendida Mercedes 300 SL del 1954 è in uscita ormai all’imbrunire. La ricerca costante di un’inquadratura particolare, di un punto di vista singolare che riesca a valorizzare le linee di un’auto in questo caso ha dato decisamente i suoi frutti!

This past year I’ve also followed the legendary 1000 Miglia, where a huge number of historic automotive icons has literally flooded the Italian roads, starting from the center of Brescia where this beautiful 1954 Mercedes 300 SL is coming out at dusk. The constant research of a different angle that can valorize the lines of a car in this case have been definitely useful!

DSC_9068_H

Molte sono le emozioni che alcune automobili suscitano in me ma questa meravigliosa Porsche 935 Turbo dei fratelli Sordi, presenza abituale agli eventi per auto classiche a Monza, è sempre uno spettacolo da vedere e sentire mentre divora avidamente le curve del tempio della velocità sbaragliando gli avversari con precisione chirurgica, è semplicemente incredibile! In questo scatto sono riuscito a mio parere a immortalare parte della sua essenza, con la luce che esalta il suo alettone spropositato e quel “colpo di tosse” infuocato che preannuncia l’aggressivo inserimento in curva e il successivo ruggito dell’accelerazione che va a svanire rapidamente tra gli alberi.

Many are the emotions that some cars arouse in me but this wonderful Porsche 935 Turbo of the Sordi brothers, usual presence at the classic cars races at Monza, is always a great pleasure to watch and hear while “eating” the bends of the temple of speed, overtaking the challengers with surgery precision, it’s just incredible! I think that with this shot I’ve been able to immortalize part of its essence, with the light that enhances the huge rear wing and that “fiery cough” that anticipates the aggressive corner entry followed by the roar of the acceleration that quickly disappear through the trees.

2013_Review_Carbone

2013 Review – Text & images by Riccardo Carbone

2013_Review_Carbone (1)

Quando sono con la mia attrezzatura in mano l’unica cosa a cui penso è il mio dovere di raccontare con le immagini quello che molta gente non può vedere di persona, dentro e fuori la pista. Lo chiamo “dovere” perché, facendo il fotografo, ho la missione di realizzare qualcosa che in teoria non debba avere bisogno di un testo di accompagnamento, una storia visiva che suscita emozioni e pensieri. Ed è così che voglio iniziare la mia rassegna della stagione di corse 2013 da poco conclusa. 24h del Nurburgring, ore 2 del mattino del Lunedì. La gara è stata sospesa a causa della pioggia intensa e mentre tutti si riposano c’è chi invece deve stare sveglio per preparare la macchina per la ripartenza. Questo meccanico della Mamerow Racing, fradicio,stanco e che si fuma una sigaretta per alleviare la tensione e lo stress, è una di quelle persone che spesso passano in secondo piano ma che in qualsiasi gara è in realtà una parte fondamentale di ogni team. Dopo il team manager, sono le persone che meno si riposano. Cerco sempre di fare qualche scatto anche a loro, proprio perché gli spettatori che vedono le gare da casa o sugli spalti non si rendono conto di quanto importanti siano queste persone.

When I’m with the gear in my hands the only thing I think to is my need to tell with the images what most of the people can’t see in person, both inside and outside the race track. I call it “duty” because, being a photographer, I have the mission to realize something that in theory it shouldn’t need of a text to go along with the images, a real visual story that provokes emotions and thoughts. And this is how I want to start my review of the 2013 racing season that ended up recently. Nurburgring 24h, 2 in the morning of Monday. The race has been suspended due to heavy rain and while everyone have a rest there’s still someone who need to stay awake to prepare the car for the restart. This mechanic of the Mameow Racing, completely wet, tired and that smokes a cigarette to relieve the tension and the stress, is one of those people that are very often overshadowed but that in every race is a key part of every team. After the team manager, they are the people that have the least rest. I always try to take some images to them to, just because the spectators that see the races from home or on the grand stands don’t realize how much these people are important.

2013_Review_Carbone (3)

Proseguendo con il discorso “una foto vale più di mille parole”. Che dire, c’è anche bisogno di dilungarsi in spiegazioni? Questa targhetta si trova sul volante di una Ferrari Dino 308 GT4 IMSA, auto rara e stupenda che ho avuto modo di vedere in quella “mecca automobilistica” che si chiama Moreschi Motorsport. Quando siamo andati a incontrare Luigi e suo figlio non sapevamo con precisione cosa avremmo trovato all’interno dei capannoni e tra i tanti pezzi rari, alcuni unici, questa Ferrari mi è sicuramente rimasta impressa in mente. Quasi nascosta, impacchettata tra le altre auto, ma con il finestrino abbassato e questa scritta in bella vista che lascia intuire la natura corsaiola della macchina, una di quelle analogiche, vecchia scuola, dove a fare la differenza era solo il piede destro e… avete capito cos’altro.

To go on with the theme “an image is worth a thousand images”. What to say, there’s also need to dwell into explanations? This plaque is placed on the steering wheel of a Ferrari Dino 308 GT4 IMSA, a rare and gorgeous car that I’ve seen in that “automotive mecca” called Moreschi Motorsport. When we met Luigi and his son we wasn’t really aware of what we would have found inside the sheds and among many rare pieces, some of them unique, this Ferrari was definitely remained impressed in my mind. Almost hidden, packed between the other cars, but with the side window down and this plaque in plain sight that suggests the racing nature of the car, an analog one, old school, where to make a difference it was just the right foot and… you got what more.

2013_Review_Carbone (2)

E poi ci sono quelle che potrei quasi considerare le mie giornate preferite durante l’anno, i test invernali. La quiete, la tranquillità, il non dover correre da una parte all’altra della pista, senza sgomitarsi con gli altri fotografi e senza doversi fare largo tra la folla in zona paddock. E’ vero, non c’è la possibilità di accedere a bordo pista dal momento che quasi sempre si tratta di test privati, ma proprio per questo un fotografo è sempre spronato a cercare l’angolazione diversa e soprattutto a “rincorrere” la luce. Quella luce che d’inverno diventa calda, tenue e ti permette di realizzare immagini difficilmente replicabili in una gara, ad esclusione delle endurance da almeno 12 ore che in Italia sono ovviamente assenti. Questi foto è stata scattata durante i primi test dell’anno, nel tardo pomeriggio. La luce calda, il flare della lente e la stupenda Audi R8 Ultra della WRT che squarcia il silenzio dell’autodromo con il canto del V10. Veramente una scena indimenticabile, nonostante il fatto che non si trattasse di una gara.

And then there are those that I can consider my favorite days of the year, the winter test days. The quiet, the peace, not having to run from one side of the track to the other, without elbowing with the other photogs and without having the need of pushing through the people in the paddock area. It’s true, there’s no chance of going trackside since these are always private tests, but just for this reason a photographer is always encouraged to look for the different angle and especially to “chase” the light. That light that in winter becomes warm, soft and it lets you realize some images that are very difficult to replicate during a race, a part from the endurance races that last at least 21 hours which are obviously missing in Italy. This picture has been taken during the first test of the year, in the late afternoon. The warm light, the lens flare and the beautiful Audi R8 Ultra of the WRT team that tears the silence of the autodromo with its V10 sing. Definitely a priceless scene, despite the fact that it wasn’t a proper race.

2013_Review_Carbone (4)

E sempre in tema di test, come dimenticare la Audi R18 e-tron Quattro? Vi assicuro che per un fanatico di motorsport come il sottoscritto scegliere una categoria preferita è complicato ma davanti al fascino, alla tecnologia e alla velocità di un prototipo LMP1, per di più vincitore della 24h di Le Mans… beh, c’è veramente poco da fare se non rimanere a bocca aperta. Non era la prima volta che la vedevo girare ma complice la luce invernale e il taglio della prima variante con conseguente ingresso a più di 300kmh nel curvone Biassono è stato uno spettacolo che mi sono goduto fino all’ultimo giro. Indubbiamente le scene di gara sono più intense, più “vive” ma per chi come me non ha ancora la possibilità di seguire il campionato WEC, queste giornate di test sono uno spettacolo.

And to keep talking about tests, how can I forget the Audi R18 e-tron Quattro? I can assure you that for a motorsports enthusiast like myself, to choose just one favorite category is really difficult, but in front of the beauty, the technology and the speed of an LMP1 prototype, moreover winner of the Le Mans 24h… well, there’s nothing to do a part from let your jaw drop to the floor. It wasn’t the first time that I saw this car but thanks to the light and the cut of the first chicane with the following corner entry at more than 300mkh into the curvone Biassono it has been a real show that I enjoyed till the last lap. Race action is for sure more intense, more “alive” but for someone like me who does not have the option of following the WEC championship , these testing days are absolutely fantastic.

2013_Review_Carbone (5)

Inoltre nel 2013 ho anche avuto modo di rivedere le fantastiche F1 della BossGP. Auto ex ufficiali, ora guidate da privati in un vero e proprio campionato, che ti sfondano letteralmente i timpani e che ti scuotono le interiora da tanto violento è il sound che esce dagli scarichi. Evidentemente ho un particolare feeling con la Tyrrell 022 di Phil Stratford, in quanto anche nel 2012 realizzai una delle mie foto preferite di sempre in percorrenza al Serraglio. Quest’anno invece, grazie a una esposizione abbastanza lunga e a un passaggio a più di 200kmh proprio sotto di me, sono riuscito a fotografarla in tutta la sua potenza e velocità. La pedana su cui ero sospeso stava tremando ancor prima che la F1 passasse sotto di me ma nonostante tutto, anche se in maniera artistica, quasi astratta, questa foto è una delle più significative della stagione passata.

Moreover in 2013 I’ve also had the chance to see again the gorgeous F1 cars of the BossGP championship. Ex-official cars, now driven by privateers in a proper championship, that literally brake your ear drums and that shake your guts thanks to the furious sound that comes from the exhausts. I’ve probably a great feeling with the Tyrrell 022 of Phil Stratford, because also in 2012 I took one of me favorite pictures ever at the Serraglio corner. While this year, thanks to a quite long exposure and to the car going at 200+kmh just below me, I’ve been able to snap in all its power and speed. The platform where I was standing was already shaking with the F1 approaching the corner but despite everything, even if in an artsy way, almost abstract way, this is one of the most significant images of the past season.

2013_Review_Carbone (6)

E infine, last but not least, la stupenda esperienza del Rally Revival Valpantena. Non potevo assolutamente escludere dalla breve lista i mostri sacri del rallysmo, le Gruppo B. Specialmente perché ho avuto la fortuna di vederle in azione in uno dei loro elementi naturali, lo sterrato. Aggiungete le condizioni di luce precaria dell’imbrunire, la polvere sospesa nell’aria dal passaggio dell’auto precedente, la schiera di fari di profondità accesi, quasi ad accecarmi mentre guardo dentro il mirino della mia reflex, il freddo e l’umido della sera che iniziava a farsi veramente intenso e penetrante e capirete perché questa foto della leggendaria Audi Quattro è una delle mie preferite e più significative del 2013. Credo che possa dire tanto, che possa suscitare emozioni, vecchie emozioni, di quelle che spesso ci si trova a dire “ai vecchi tempi era diverso”. Il ruggito del 5 cilindri Audi, la ghiaia sparata nei passaruota e quei colori bianco/rosso/nero/grigio che ti fanno immergere nel passato per pochi, intensi attimi. E proprio con questa foto all’imbrunire vorrei chiudere la nostra breve rassegna del 2013. Un anno fantastico è passato, tra alti e bassi, e ci auguriamo di potervi mostrare tanto altro durante la prossima stagione di corse 2014.

And in the end, last but not least, the awesome experience of the Revival Valpantena. I could not absolutely rule out from the short list the legends of rallying, the Group B monsters. Especially because I’ve been lucky enough to see them in action in one their natural elements, the gravel. Add to that the low light condition, the dust that floats in the air lifted up by the car that went before, the full headlights setup turned on, that almost blinded me while looking through the viewfinder of my reflex, the cold and the humidity of the dusk that was really getting intense and penetrating and you will understand why this photo of the legendary Audi Quattro is one of my favorite of the 2013 season and why is so meaningful to me. I believe it can really say a lot, that can arouse emotions, old school emotions, those that we often find ourselves saying “back in the days it was different”. The roar of the 5 pot Audi, the gravel shot inside the wheel arches and those white/red/black/gray colors that make you go back in the past for a few, intense moments. And it’s just with this photo at taken at dusk that I would like to close are review of the 2013 season. A tremendous year has gone, among ups and downs, and we wish to be able to show you many more during the next 2014 racing season.

Advertisements

6 thoughts on “2013 – Our Year Trackside

  1. Affascinante,
    Stavo navigando come spesso faccio a tarda sera, dopo aver messo a letto i bimbi, cercando le stesse emozioni che traspirano dal vs lavoro, immagini stupende e condivisione emozionante.
    grazie per il bellissimo lavoro

  2. Bravissimi!
    Meglio di tante riviste specializzate che credono di trasmettere emozioni.
    Complimenti a tutti, vi seguo spesso!
    In bocca al lupo per i prossimi eventi che seguirete e che vorrete condividere con noi.
    Grazie!

Leave a Reply

Fill in your details below or click an icon to log in:

WordPress.com Logo

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out / Change )

Twitter picture

You are commenting using your Twitter account. Log Out / Change )

Facebook photo

You are commenting using your Facebook account. Log Out / Change )

Google+ photo

You are commenting using your Google+ account. Log Out / Change )

Connecting to %s