Italian Race To The Clouds: 1st Cronoscalata Di Tandalò

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Ho sempre adorato la vecchia Pikes Peak, non posso negarlo. L’idea della coraggiosa sfida tra il pilota e la montagna nuda, aspra e polverosa è semplicemente troppo bella per non esserne innamorati. Come me, sicuramente anche voi avrete visto più di una dozzina di volte il celebre video “Climb Dance”, nel quale un Ari Vatanen nel pieno della forma lotta contro la vetta del Colorado, in una interminabile sequenza di controsterzi e passaggi audaci. Chi non ha mai desiderato vederla dal vivo e respirare quell’aria rarefatta e allo stesso tempo densa del profumo dei motori da corsa? Il Colorado è decisamente lontano, ma gli appassionati italiani hanno finalmente la loro Pikes Peak grazie alla prima Cronoscalata su terra di Tandalò. Una corsa in salita che non solo si disputa su un sinuoso percorso sterrato condiviso con il WRC ma che è inoltre aperta sia alle auto da rally che ai prototipi da autocross. Sembra fantastica vero? Scopriamolo insieme.

I’ve always loved the old Pikes Peak Hill Climb, I can’t deny it. The idea of the brave challenge between the driver and the mountain, tough and dusty, is just too beautiful not to be in love with it. Just like me, you probably have found yourself watching more than a dozen of times the infamous video “Climb Dance”, in which an Ari Vatanen in his best shape, fights against the Colorado peak, in an endless sequence of countersteers and brave maneuvers. Who has never wished to see it live and breathe that thin air, which at the same time is thick of the smell of racing engines? Colorado is definitely far away but the Italians enthusiasts finally have their own Pikes Peak, thanks to the first gravel hill climb of Tandalò. An up the hill race which not only takes palce on a twisty gravel road shared with the WRC stages but that is also open to rally cars, prototypes and autocross vehicles. Sounds great, doesn’t it? Let’s find out more together.

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E’ l’alba di sabato 3 dicembre, la temperatura è bassa e le nuvole sembrano voler celare il sole, ma eccolo far capolino e dar vita ad uno spettacolo incredibile, che muta ogni minuto e che mi tiene lì, al freddo, per 20 minuti, sempre sopraffatto dalla meraviglia. Oggi non nasce solo un nuovo giorno, ma anche una nuova, fantastica corsa.

It’s the dawn of Saturday, December the 3rd, the temperature is low and clouds seem like the want to cover the sun, but there it is coming out to give life to an incredible view, which changes one minute after the other and that keeps me here, in the cold, for 20 minutes, always enthralled by its beauty. Today is not just the born of a new day, but also of a fantastic new race.

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Delle cronoscalate ho sempre ammirato la sfida solitaria tra il pilota e la montagna, ma in questo caso si aggiunge un nuovo elemento: l’insidia rappresentata dal fondo sterrato. Ciò non significa solo minore aderenza, ma anche sconnessioni e rocce portati a nudo dal continuo passaggio delle auto da corsa. Arrivare in cima prima di tutti non è più legato solo alle migliori trattorie ma anche al coraggio di tener giù il piede destro quando al posto di una via di fuga sicura vedi solo una scoscesa vallata. Tutto ciò per 4,5 duri km.

In hillclimbs, I’ve always admired the solitary challenge between driver and mountain, but in this case there is a new element: the danger of the dirt road. This doesn’t mean just less grip, but also bumps and rocks highlighted by the cars’ transition. To arrive at the top of the hill before everyone is not only strictly connected to the best racing lines but also to the bravery in keeping the right foot down when, instead of a gravel trap, one can only see a deep valley. And all of that for some tough 4,5 kms of road.

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Tra le vetture ammesse alla corsa, le auto da rally presentano un classico equipaggio pilota/navigatore, mentre i prototipi buggy da autocross sono monoposto perciò hanno al via ovviamente il solo pilota. Queste piccole ed incredibili auto sono la vera sorpresa della gara. Rispetto alla più classica delle Mitsubishi Lancer hanno un aspetto più esile e fragile, ma ciò non deve assolutamente trarvi in inganno sulle loro capacità.

Among the eligible vehicles, rally cars present a classic team driver/co-driver, while the autocross buggy prototypes are single seaters, so they take the start with just the driver. These small but incredible machines are the big surprise of the race. Compared to the more classic Mitsubishi Lancer they look more skinny and fragile, but this should not deceive you on their potential.

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Considerate il prototipo qui sopra: due motori motociclistici Honda CBR 1000rr per un totale di 350 cv, trazione integrale con ripartizione simmetrica 50-50 e un peso di soli 700 kg, in poche parole una bestia. La cosa migliore tuttavia non è rappresentata dai freddi numeri, bensì da quello che è capace di trasmettervi anche se non siete dietro il volante: adrenalina, a fiumi.

Take a look at the prototype above here: twin Honda CBR 1000rr motorbike engines for a total amount of 350bhp, all wheel drive system with symmetric 50-50 power distribution and a weight of a shy 700kgs, in a single word, a beast. However the best thing is not represented by the numbers but from what it’s capable of sending even if you are not behind the steering wheel: adrenaline, lots of it.

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Sebbene la forma possa quasi far pensare ad una semplice Mini rialzata, ciò che si cela sotto la leggera carrozzeria di questa “quasi Mini” rivela un prototipo costruito con l’intento di annientare il percorso. Nella parte posteriore del telaio tubolare, annidati ai lati di quello che in teoria dovrebbe essere un bagagliaio, ci sono due motori motociclistici di provenienza BMW 1000RR affinati nello scarico e nell’elettronica. Con una potenza al banco di ben 412cv e la immancabile trazione integrale a ripartizione 50-50, questo prototipo è autenticamente veloce e vanta il suono che probabilmente più di tutti si avvicina alla voce della apocalisse.

Despite its shape might resemble just a raised Mini, what is going on underneath the lightweight body of this “almost Mini” reveals a prototype built with the purpose of destroying the route. In the rear part of the tubular chassis, fitted into what it should be a luggage compartment, there are two motorbike engines coming  from a couple of BMW 1000RRs, tuned up in both the exhaust and the electronics. With a bench tested power output of 412bhp and the inevitable all wheel drive system with 50-50 distribution, this prototype is genuinely fast and it probably has the most apocalyptic sound of them all.

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In mezzo a tanti leggerissimi prototipi, le piccole e immancabili francesine hanno fatto di tutto per non farsi mettere i piedi in testa. Sempre agguerritissime, hanno combattuto con grinta contro la pendenza della montagna arrivando in cima sempre a testa alta.

Among many lightweight prototypes, the small and not-to-be-missed French hatchbacks did all what it takes to stand up proudly. Always fierce, they fought with grit against the slope of the mountain, arriving at the top of it with the head held high.

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Ogni volta che fotografo una corsa, torno a casa con un ricordo che spicca su tutti. Questa volta l’emozione più forte mi viene regalata da Francesco Marrone al volante della sua Lancer e non ha a che fare solo con la velocità ma si ricollega a quanto ho scritto riguardo la sfida tra il pilota e il percorso. La manche di gara del sabato pomeriggio sta finendo e ho appena individuato un nuovo punto di ripresa, decido di dargli una possibilità e mi apposto in equilibrio su alcune rocce. Mentre scruto il percorso con il mio teleobiettivo, inizio a sentire un suono in avvicinamento. Mi preparo, sempre più teso sulle pietre, poi ecco la Lancer arrivare velocissima. Giunta sul dosso, per un attimo si solleva in aria e in una frazione di secondo è già a terra e in controsterzo; complice l’effetto dato dal teleobiettivo mi pare quasi di sfiorarla, di sentire lo spostamento d’aria. Ma io sono lontano e ormai lo è anche lei. Via, veloce come il vento, in un turbinio di sassi.

Every time I shoot a race, I come back home with a memory which stands out above all. This time the strongest emotion was given to me by Francesco Marrone at the wheel of his Lancer and it’s not just about the speed but it’s linked to what I wrote about the challenge between the driver and the route. Saturday afternoon’s racing heat is coming to an end and I have just spotted a new shooting location, I decide to give it a go and I stand in balance on top of some rocks. While I look at the road with my telephoto lens, I start to hear an incoming sound. I prepare myself, more and more thrilled on the rocks, then here it comes the Lancer at a very fast pace. Arrived on the bump, for a moment it takes some air and in a fraction of a second is already back on the road and pretty much sideways; due to the effect given by the telephoto lens I can almost feel to touch it, to feel the air shift. But I am far away, and so is the car. Away, like the wind, in a swirl of stones.

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Immortalato in un delicato, precario equilibrio a 1/2000 di secondo, è il giovane Franco Canalis a vincere la prima edizione della Cronoscalata su terra di Tandalò. Con il suo leggero prototipo spinto da un motore motociclistico, Franco ha dominato il percorso con il suo piede destro, regalando a tutti gli spettatori un grande spettacolo, sempre in pieno, sempre di traverso. Io non vedo l’ora di assistere alla seconda edizione di questa nuova corsa e voi?

Captured in a delicate, precarious balance at 1/2000th of a second, is the young Franco Canalis to win the first edition of the gravel hillclimb of Tandalò. With his featherweight prototype powered by a motorcycle engine, Franco has dominated the route with his right foot, giving an awesome show to all the spectators, always pedal to the metal, always sideways. I cannot wait to witness the second edition of this new race, what about you?

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